Le azioni che dovremmo sempre eseguire

 

Questo articolo è tratto da una pubblicazione di Karel Lambert.  (http://www.cfbt-be.com/en/publications/articles)

John McDonough e Karel Lambert. Due tra i più grandi mentori dell’antincendio mondiale. (Foto di Ronald Ricour)

 

Sento molto spesso chiedere se vi sono delle regole da seguire durante la lotta agli incendi. La necessità di avere delle operazioni standard da effettuare sempre e comunque è un esigenza sentita da molti. Purtroppo stabilire delle regole auree che calzino a pennello in ogni occasione è qualcosa di estremamente difficile da ottenere. Pensiamo ad esempio alle POS (Procedure Operative Standard). Molte di esse sono così complesse e corpose nel tentativo di coprire quante più variabili possibile che di fatto sono difficilmente consultabili nell’urgenza di un evento incidentale. Questo è il motivo per quale in molte organizzazioni si sta passando dal rilasciare delle POS alle LGS (Linee Guida Standard). Quali differenze fra le due?

Linee guida
Un consiglio su come comportarsi in una data situazione;
Consigliato ma non obbligatorio.

Procedura
Una serie di passaggi dettagliati per raggiungere un fine;
Istruzioni passo passo per l’implementazione.

(fonte: http://www.hrsuccessguide.com/2014/01/Guideline-Procedure-Standard-Policy.html)

Se vi è una POS che descrive una determinata attività, tutti la devono seguire. Dal momento però che è praticamente impossibile scrivere POS che siano adatte ad ogni situazione, talvolta il ROS (Responsabile delle Operazioni di Soccorso) deve scostarsi dalla POS. Questo comporta doversi assumere delle responsabilità di non poco conto. Ritengo più efficace che vengano rilasciate delle linee guida che indichino gli obbiettivi ma di fatto lascino all’esperienza del responsabile la strada migliore per perseguirli. A suggello di quest’affermazione teniamo conto che la progressione di carriera nei ranghi operativi dei VF è basata esclusivamente sull’anzianità di servizio (AKA esperienza). Quindi non si può di certo affermare che l’esperienza operativa non sia tenuta in debito conto.

Nonostante tutto quello che si è scritto sopra, vi sono delle azioni che si possono eseguire praticamente in tutti gli attacchi incendio che fanno riferimento a civili abitazioni, uffici e piccole attività commerciali. Questo elenco di azioni e suggerimenti è una possibile risposta alla domanda iniziale,  vi sono delle regole da seguire sempre durante la lotta agli incendi?

 

I non negoziabili

1       Introduzione

Nel gennaio 2017 si è svolta la decima edizione del IFIW (conferenza internazionale degli istruttori antincendio). Quest’anno il gruppo si è riunito ad Hong Kong per scambiare nuove idee. Nell’articolo precedente è stata esposta la presentazione che ha elaborato il modello di “strategia-tattica-tecniche”. L’istruttore australiano John McDonough ha parlato delle diverse scelte tattiche che devono essere fatte sul campo. Nella sua presentazione ha auspicato un’innovativa modalità di combattere gli incendi dove vi sia spazio per pensare al di fuori degli schemi. Allo stesso tempo però, afferma che ci sono un certo numero di azioni che dovrebbero essere effettuate ad ogni attacco interno. Egli definisce queste azioni come non negoziabili, qualcosa cioè che non è in discussione.

2       Attacco interno

Negli ultimi 15 anni, le idee sull’attacco interno sono cambiate radicalmente. Agli uomini e alle donne che hanno cominciato in questo periodo, sono state insegnate molte di queste cose durante il loro addestramento di base. Non si può dire altrettanto di quanti sono entrati in servizio prima. Per loro, un sacco di cose sono mutate e altre ne stanno cambiando.

Lotta agli incendi a parte, i vigili del fuoco devono tenere il passo con i nuovi sviluppi in molteplici campi quali l’estricazione dai veicoli, le operazioni NBCR, ecc. È comprensibile che alcune persone perdano di vista il quadro d’insieme concentrandosi solo sui dettagli. Spetta alle scuole di formazione e ai loro istruttori spiegare le cose in maniera sufficientemente chiara per fare in modo che le nozioni importanti abbiano la giusta valenza. Le scuole devono essere abbastanza ambiziose a tale riguardo. Devono diffondere nuovi spunti anche quando sanno che l’implementazione di questi nuovi sviluppi richiederà molto tempo.

Alcuni miglioramenti offrono piccoli vantaggi e rendono certe cose più facili. Altri rappresentano dei miglioramenti cruciali. Questi sono ciò che rendono la lotta agli incendi più sicura ed efficiente. Incendi in edifici con piccoli compartimenti come abitazioni, appartamenti, alberghi, case di riposo, uffici più piccoli, ecc., accadono abbastanza spesso. Per tali incendi c’è una “ricetta” che può essere seguita per la maggior parte del tempo. Questo non è il caso di incendi in luoghi di grandi dimensioni, cinema, edifici industriali, ecc. In quelle situazioni, sarà necessario pensare fuori dagli schemi.

Nelle situazioni standard ci sono alcune cose che non sono negoziabili. Una squadra che esegue un attacco interno in una casa o in un ufficio dovrebbe sempre eseguire le seguenti azioni:

  1. Stare bassi;
  2. Controllare il flow-path (flusso di fumo dall’incendio all’uscita verso l’esterno);
  3. Raffreddare i fumi;
  4. Buttare acqua sull’incendio prima possibile;
  5. Utilizzare la termocamera.

3       I non-negoziabili

3.1      Stare bassi

In passato, ai pompieri veniva insegnato di entrare in un edificio in fiamme stando in piedi. Dopo tutto, al corso di formazione sugli apparecchi di protezione delle vie respiratorie (APVR) veniva utilizzato un metodo di avanzamento in stazione eretta. Tali tecniche all’estero sono scherzosamente chiamate “APVR salsa” o il “kung-fu dell’antincendio”. Avanzare in una stanza piena di fumo mentre si è in piedi, comporta un gran numero di svantaggi. È meglio restare bassi. Per restare bassi si intende mantenere sempre almeno un ginocchio sul pavimento.

 

Il passaggio da una posizione eretta ad una bassa mentre si avanzava verso il fuoco, fu introdotto per la prima volta nelle prime forme di addestramento all’incendio interno. È cosa nota che la temperatura all’interno del fumo è considerevolmente più alta rispetto al di sotto di esso. Pertanto una squadra d’attacco deve rimanere il più bassa possibile per assorbire la minima quantità di energia e quindi riscaldarsi il meno possibile. Alcuni colleghi sostengono che spesso accade che non è ancora troppo caldo quando entrano in un edificio e quindi possono rimanere in piedi nel fumo. Ignorano il fatto che a un certo punto potrebbe diventare troppo caldo. A quel punto saranno costretti ad abbassarsi per il caldo. Quando ciò accade, devono chiedersi se possono ancora continuare l’attacco interno. Il loro DPI avrà assorbito molto più calore di quello che avrebbe se fossero rimasti sempre bassi.

Una seconda ragione per rimanere bassi sul pavimento durante un attacco interno è la visibilità. Come la temperatura anche la visibilità è migliore sotto lo strato di fumo. Anche quando l’intera stanza è piena di fumo, ci sarà una (leggermente) migliore visibilità in basso. Laggiù, il fumo è sovente meno spesso, quindi una torcia utilizzata vicino al pavimento produrrà un risultato migliore. Inoltre, dal momento che il fumo è meno denso, sarà più facile individuare le fiamme più rapidamente che nel fumo. Infine, un po’ di visibilità in basso offrirà alcune informazioni sul layout della stanza. Dov’è il mobilio? Qual è il modo più veloce per la squadra di attacco di avanzare? Questa informazione è molto più difficile da cogliere restando in piedi.

Inoltre è decisamente più probabile che le vittime si trovino sul pavimento o vicino ad esso (ad esempio in un letto o su un divano). Raramente le vittime vengono trovate a un metro e mezzo dal pavimento. Una squadra in piedi sta semplicemente cercando con le proprie mani delle vittime all’altezza sbagliata. Vicino al terreno sarebbero decisamente molto più efficaci. È più facile esplorare in un letto o in un divano. Una squadra che sta bassa è all’altezza giusta per questa ricerca. È anche più facile cercare sotto gli oggetti (come un tavolo). Come prima questo è più difficile da fare mentre si sta in piedi. Rimanendo bassi si riducono le probabilità che una squadra oltrepassi una vittima senza accorgersene. Naturalmente, deve essere utilizzata una tecnica di ricerca adeguata. Muovendo le gambe in ampi cerchi, diventa facile cercare rapidamente una vasta area.

Bisogna considerare che c’è un angolo cieco quando si utilizza una termocamera. Tutto ciò che è vicino al pavimento, direttamente di fronte al pompiere, non può essere visto sullo schermo. Più è alta la termocamera, maggiore è l’angolo cieco. Questa è un’altra ragione per rimanere bassi sul pavimento.

Durante una tipica progressione in piedi, vi è una “gamba di supporto” e una “gamba per esplorare”. Quest’ultima è utilizzata per sondare la zona del pavimento direttamente davanti prima di spostare la gamba di supporto in avanti. Questo è fatto per evitare di cadere attraverso un buco nel pavimento. Rimanendo bassi, il centro di gravità si trova molto più in basso. La distanza dal pavimento è molto inferiore rispetto a in piedi. Questo riduce il rischio di entrare in un buco con il piede, perdere l’equilibrio e cadere in una buca o in una scala. In Belgio, è raro che un pompiere cada attraverso un buco o che un pavimento ceda. L’aumento delle costruzione alleggerite (vedi articolo precedente) potrebbe però incrementare questo rischio.

Mentre si è in piedi, ci sono solo due punti di contatto con il pavimento: i due piedi. Restando basso invece, si hanno almeno tre punti di contatto, la punta di entrambi i piedi ed un ginocchio. In questo modo, si è in una posizione molto più stabile. Quando un pompiere deve contemporaneamente avanzare e gestire una lancia, deve anche essere in grado di contrastare diverse forze di reazione. Non è facile gestirle stando in piedi in un ambiente a visibilità zero. Vicino al pavimento, ciò è più facile. Se un vigile del fuoco dovesse perdere l’equilibrio, le conseguenze di una caduta saranno meno gravi qualora fosse già vicino al pavimento. Si limiterebbe a rotolare o potrebbe, appoggiando una mano a terra mantenere la posizione. Perdere l’equilibrio cadendo dalla posizione eretta, è qualcosa da evitare in un ambiente pieno di fumo.

3.2      Controllo del flow path

Negli ultimi anni, negli incendi l’attenzione si è spostata sempre più verso il controllo del flow path. In Nord America, questo è più importante che in Belgio. Dopo tutto, la rottura delle finestre al fine di innescare una ventilazione orizzontale è stata una pratica standard per molti anni. In un incendio controllato dal combustibile, questo porterà alla rimozione del fumo senza che allo stesso tempo l’incendio veda incrementata la sua potenza. In passato, all’arrivo dei vigili del fuoco la maggior parte degli incendi erano controllati dal combustibile. Gli incendi avevano una velocità di sviluppo decisamente inferiore. Al giorno d’oggi, gli incendi avanzano molto rapidamente. Quando c’è sufficiente ventilazione, il flashover avviene nei primissimi istanti (meno di 4 minuti). La maggior parte delle volte però non vi sarà aria a sufficienza. Quando l’abitazione è chiusa, il fuoco diverrà controllato dalla ventilazione prima del flashover. Questo viene definito incendio sotto ventilato. Quando in questi incendi le finestre si rompono o vengono rotte, l’HRR aumenta rapidamente e si verificherà un flashover (indotto dalla ventilazione).

In Europa, le finestre raramente vengono rotte di proposito, la comprensione che l’apertura di una porta equivale a ventilare, è diffusa tra i vigili del fuoco. Dopotutto, una porta è un’apertura attraverso la quale l’aria può fluire nell’edificio. Nella lotta agli incendi moderni, è importante che il flow-path sia controllato in ogni momento. Questo può essere fatto posizionando qualcuno alla porta. Quella persona manterrà la porta chiusa il più possibile, agevolando l’entrata della mandata di attacco evitando frizioni alla porta. Se la porta è l’unica apertura, il controllo della stessa eviterà l’incremento dell’HRR. Se la porta è larga 90 cm ed è completamente aperta, la potenza sarà dieci volte maggiore rispetto a quando la porta viene limitata manualmente ad un’apertura di 9 cm. Un’apertura dieci volte più grande, significa che l’aria entrerà in quantità dieci volte maggiore. Questo significa un incendio dieci volte più potente.

L’introduzione dell’uomo alla porta è ancora agli albori in Belgio. Il servizio antincendio belga opera normalmente con minisquadre di due persone. Spesso i due binomi di una squadra tipo, sono ancora divisi in squadra di attacco e squadra per il rifornimento idrico. Questa è un organizzazione obsoleta. Mentre la prima squadra è adeguata, la seconda dovrebbe essere utilizzata basandosi sulla situazione in atto.

In un moderno servizio antincendio, dove i veicoli arrivano in posto da provenienze diverse, un capo partenza potrebbe scegliere di schierare un intera squadra (due binomi) per la mandata d’attacco. Può assegnare tre vigili del fuoco per far avanzare la mandata mentre un quarto rimane alla porta per controllare il flow-path. Ciò significa che il secondo binomio è diviso. Il capo partenza potrebbe anche scegliere di aiutare mettendosi dietro la squadra di attacco. In questo modo la mandata viene avanzata da cinque persone. Ciò favorisce uno stendimento e un avanzamento molto più rapido. Poiché al giorno d’oggi l’incendio avanza a un ritmo molto più rapido, questo può essere considerato un grande vantaggio. Tuttavia, è importante che il capo partenza mantenga un contatto radio con l’autista del mezzo all’esterno, in modo che possa tornare indietro per un breve briefing all’arrivo in posto del funzionario o di un altra squadra.

C’è un altro modo per gestire il flow-path. Il funzionario dei vigili del fuoco tedeschi Michael Reick ha inventato lo “smoke stopper” per questo scopo. Questo semplice dispositivo blocca l’apertura della porta usando una specie di coperta antincendio. Può essere posizionato nell’apertura della porta da un singolo pompiere. Nel caso in cui l’apertura sia verso l’interno, questo può essere fatto anche prima che la porta venga aperta. Pompieri ben addestrati possono svolgere questo compito anche in una stanza piena di fumo usando solo il tatto. Lo smoke stopper fa sì che il flusso di fumo, e quindi di gas caldi, si blocchi del tutto proteggendo dagli effetti dell’incendio i locali attigui. Lo smoke stopper fa un lavoro migliore di quello del pompiere alla porta, perché in quest’ultimo caso vi è sempre una piccola parte della porta aperta attraverso cui il fumo può uscire. Oltre a fermare il fumo in uscita, lo smoke stopper blocca anche la maggior parte del flusso d’aria verso l’interno. Solo alla base della porta, ne entrerà un po’. I vigili del fuoco di Anversa (che sono notoriamente un organizzazione moderna ed efficiente) hanno montato sulle loro autobotti di prima partenza lo smoke stopper. Anche i VVF di Bruxelles hanno iniziato a utilizzare il dispositivo e sicuramente molti altri ne seguiranno nel prossimo futuro. Un grande vantaggio dello smoke stopper è che i componenti le squadre rimangono liberi per altri compiti. Un capo partenza potrebbe scegliere di far entrare due binomi un appartamento. Il secondo binomio avrà il compito di posizionare lo smoke stopper sulla porta dell’appartamento. In questo modo dopo che la prima squadra ha iniziato l’attacco all’incendio, la seconda può dedicarsi alle operazioni di ricerca e soccorso.

Un ulteriore vantaggio del controllo del del flusso è che la velocità del fumo che fluisce attraverso l’edificio viene limitata. Negli incendi sotto ventilati, lo strato di fumo è molto vicino al pavimento. Ciò significa che i vigili del fuoco opereranno nel fumo. L’energia contenuta nel fumo impatterà sui vigili del fuoco. Più velocemente questo accadrà, più breve sarà il tempo in cui saranno in grado di lavorare in questo ambiente. Quando il loro DPI diverranno saturi di calore, saranno costretti a uscire fuori per non ustionarsi. La velocità con cui il calore viene trasferito dal fumo al pompiere aumenta all’aumentare della temperatura del fumo. Tuttavia, il trasferimento di calore aumenta anche in funzione della velocità del flusso di fumo. Maggiore è la velocità maggiore il calore trasferito. Limitare la velocità del flusso dello strato di fumo può offrire un vantaggio significativo per la squadra d’attacco.

In ogni caso, controllare il flow-path significa che deve esserci una buona procedura di passaggio porta. Fortunatamente, in Belgio la procedura di entrata è divenuta un metodo operativo ben conosciuto già da tempo. Anche se la procedura standard richiederebbe che alcuni dettagli siano migliorati, i vigili del fuoco in Belgio hanno compiuto notevoli progressi in quest’ambito.

Le tecniche associate all’apertura di una porta chiusa potrebbero richiedere ulteriore attenzione. Naturalmente quando si forza l’apertura di una porta, il flow-path deve essere controllato. Questo può essere fatto usando un anello cucito. Attaccare una fettuccia alla porta permette al pompiere di tirare indietro la porta dopo che è stata forzata. In questo modo, i vigili del fuoco evitano di non essere in grado di chiudere la porta nel momento in cui la serratura cede. Successivamente la fettuccia può essere utilizzata per controllare il flow-path. Un’altra possibilità è che la porta sia tenuta quasi completamente chiusa fino a quando non viene messo in posizione uno smoke stopper.

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