Seminario Brescia 2017: Presentazioni 1/3 “La pesante eredità di ogni incendio”

Foto a cura del Centro Documentazione Video Milano

Foto a cura del Centro Documentazione Video Milano

 

Obbiettivi della formazione

Nei giorni scorsi ho avuto l’onore di essere invitato a parlare ad una platea qualificata di vigili del fuoco dei comandi della Lombardia. È meglio specificare che l’invito non era ad personam ma rivolto all’istituzione di cui faccio parte e che mi ha incaricato assieme ad un collega di rappresentarla. Il tema del seminario era “tecniche di attacco all’incendio al chiuso e ventilazione”. La prima cosa che mi sono chiesto è “cosa dico a più di 200 vigili del fuoco tra vigili, capi squadra e reparto che assieme sommano 5000 anni di esperienza interventistica? In che cosa potrei essere utile a loro? Come si può parlare efficacemente di un’attività che è prettamente pratica? Come poter affrontare una tematica così ampia in sole otto ore? È meglio parlare tanto di poco o poco di tanto?”

Con il collega ci siamo interrogati su questi aspetti, abbiamo preso in considerazione molte possibili combinazioni di argomenti e tematiche. Purtroppo ognuna di quelle inserite andava a discapito delle altre e risultava difficile fare delle scelte. Non è stato facile stabilire cosa poteva essere tralasciato.

La decisione finale è stata quella di spostare il focus dalla tecnica in sé e di orientarlo verso un momento di confronto motivazionale. Confronto perché parlando a personale con anni di esperienza diretta sul campo lo scambio di esperienze e il ragionamento a più voci è la via migliore per affrontare tematiche delle quali si hanno esperienze dirette. Motivazionale perché solo una forte spinta emotiva può portare a modificare atteggiamenti radicati e consolidati. In altre parole, devo essere convinto che i vantaggi del cambiamento, superino la fatica e lo sforzo che ogni modifica delle nostre abitudini comporta. Una precisazione doverosa, nessuno di noi pretende di diffondere il Verbo. Ci prefiggiamo semplicemente di offrire un altro punto di vista, di osservare la realtà da un’altra angolazione.

I nostri obbiettivi erano:

  • Chiarire cosa universalmente si intende con il termine ventilazione;
  • Stabilire un vocabolario comune. Questo per dar modo a tutti di poter cercare i necessari approfondimenti; purtroppo non esiste molto materiale informativo in lingua Italiana, per fare un esempio se cerchiamo informazioni sulla ventilazione positiva durante l’attacco all’incendio e non sappiamo che viene definita PPV, rischiamo di non trovare nulla;
  • Dare delle indicazioni sull’importanza di valutare in continuazione lo scenario incidentale (valutazione dinamica). Questo perché le operazioni di ventilazione hanno un grande impatto sull’incendio;
  • Definire esattamente cosa si intende per tecniche, tattica e strategia;
  • Individuare quali sono i pro e i contro di ventilare o di applicare una tattica di antiventilazione;
  • Esporre i rischi ai quali il personale è esposto durante e dopo l’attività di lotta all’incendio;
  • Individuare le azioni piccole e grandi che ogni singolo individuo può mettere in campo per ridurre i rischi associati alla lotta agli incendi.

Qualcuno, al termine del seminario ci ha detto che forse era meglio entrare più nel dettaglio di questa o di quest’altra tecnica. L’osservazione è comprensibile e in un certo modo anche condivisibile. Purtroppo abbiamo dovuto prendere una decisione per questioni di tempo, optando per quegli argomenti sui quali potevamo incidere maggiormente come relatori e suggerendo altresì degli input affinché ognuno potesse poi poter approfondire autonomamente (in un secondo momento) gli altri.

Io credo che potremmo considerare raggiunto il nostro obiettivo nel caso in cui una buona percentuale dei partecipanti ha ricevuto l’impulso di approfondire queste tematiche. Creare le giuste condizioni perché vi sia l’impegno in prima persona nella ricerca ed approfondimento è lo scopo principale di ogni formatore. Come formatori non dobbiamo andare alla ricerca di facili consensi. Meglio in certe occasioni scatenare dei ‘fastidi’ che siano da spunto per ragionare e studiare.

In questa prima presentazione (prima di tre) è trattata la tutela della salute dei vigili del fuoco in intervento. Sempre più sono gli studi che all’estero evidenziano l’incidenza di talune forme tumorali nei soccorritori. Un vigile del fuoco con vent’anni di servizio è passato da un fattore di rischio di 0,8 (all’inizio della carriera) ad uno attuale di 1,2. Purtroppo i dati riportati sono esclusivamente di provenienza estera e nonostante l’impegno per cercare degli studi effettuati in Italia non sono riuscito a trovare nulla. Se qualcuno avesse notizia di elementi e statistiche nostrane sarei molto grato se me ne desse notizia.

 

 

 

 

Il materiale coinvolto nella simulazione è legno non trattato (per quanto sia possibile al giorno d’oggi). Pannelli in legno truciolato con un minimo contenuto di colle e bancali. Chi era all’interno aveva una vestizione completa compreso il sottocasco. Al termine dell’esercizio della durata di circa 20 minuti, uno dei partecipanti ha provveduto a passare sulla testa, nuca e collo una salvietta igienica. Il risultato di questa azione è chiaramente visibile.  Source Christoph Gruber ready4fire.at

 

 

Come premesso durante il seminario, in questo video vi sono dei contesti che ai nostri occhi possono sembrare fantascienza. Locali per la decontaminazione in depressione, lavatrici per DPI (sia APVR che completo da incendio EN469) con relative asciugatrici, separazione della zona in cui sono stoccati i Dpi dai locali in cui soggiorna il personale operativo, ecc. Comprendo la frustrazione di quanti ritengono siano cose dell’altro mondo. Questo però non deve oscurare quegli elementi che sono invece immediatamente attuabili da ciascuno di noi sin da subito. Avere in dotazione un paio di guanti in nitrile e un facciale filtrante FFP 2 o 3 è alla portata di tutti. Posizionare se possibile il mezzo sopra vento e chiudere porte e finestrini lo possiamo fare dal prossimo turno. Prevedere di avere con sé dei sacchi neri dove inserire i DPI contaminati è un accorgimento alla portata di tutti (con le considerazioni che sono emerse durante il seminario). Aumentare la sensibilità dei colleghi è un investimento a costo zero. Purtroppo è a costo zero economicamente parlando ma non lo è per nulla se si considera il tempo e il fatto di mettersi in gioco in prima persona. A mio avviso questa è l’azione con i maggiori risvolti utili ma anche la più impegnativa.  Source Healthy Firefighters – the Skellefteå Model