Consigli e suggerimenti per un uso più sicuro ed efficacie dell’autorespiratore

 


English abstract

SCBA tips and tricks
Breathing Apparatus is a device where we put our life in his hands. This statement give us the importance to know how to use it properly. User manual give us the main info but sometimes we aren’t able to find some useful guidances. There is a big gap about BA, the frequency that we are using it. There is an English Study where they stated that if use BA less than once a week probably do not develop or maintain any specific physiological tolerance to SCBA wear. If we work without the need to think what we are doing, we will work safer. We need some easy tricks to improve our automatic response.
We suggest some advice. For example, balaclava how to wear it. Moreover, is it better beneath or over the mask? In my opinion there are no doubt, always over. In this case we have less probably to air leakage and the garment will cover better the face. How to safe wear a mask with quick connection. If we use our finger as a guide, we will able to connect it very safe and quick. What kind of test on BA we must do before use? A review of the types of check we have to do. Last but not least how to open a bottle’s valve. Must we open fully or we have to turn back one round?


 

L’autorespiratore è un DPI al quale affidiamo completamente la nostra vita. Questa semplice affermazione, da il senso di quanto importante sia possedere una giusta conoscenza dell’apparecchiatura. Nei manuali vengono indicate le operazioni che debbono essere obbligatoriamente effettuate. Talvolta però alcuni aspetti non sono presi in considerazione, oppure vengono menzionati ma senza darne le necessarie spiegazioni. Queste mie righe non hanno la pretesa di colmare questo gap, ma vogliono semplicemente dare delle indicazioni che si sperano essere utili.
Innanzitutto una considerazione sulla frequenza all’uso che è richiesta per mantenere la necessaria confidenza all’apparecchio. Non è semplice da quantificare.

Delle ricerche effettuate nel Regno Unito (1) hanno evidenziato che i vigili del fuoco inglesi utilizzano l’autorespiratore meno di una volta in settimana. Questa frequenza, si legge nello studio, non permette di mantenere o sviluppare alcuna tolleranza fisiologica specifica all’autoprottettore.

Da quanto evidenzia questo studio vi è l’esigenza di un utilizzo molto frequente affinché il proprio fisico si adatti e risponda in maniera automatica. Mi rendo conto che per tante realtà è impossibile assicurare una frequenza d’uso di una volta alla settimana, però vi è un oggettivo problema al quale rispondere: assicurare una formazione adeguata e conforme alla tipologia di interventi che si è chiamati ad affrontare. Se non si riesce ad adattare il fisico all’uso dell’autorespiratore, forse si potrebbe cercare di automatizzare alcuni comportamenti. Rendendoli un automatismo si eviterebbe di commettere degli errori che possono risultare fatali e in più si eviterebbe di impegnare risorse mentali. Il vantaggio di creare automatismi è anche insito nel fatto che, se è vero che richiedono un impegno iniziale nel renderli tali, poi però sono meno impegnativi da mantenere.
Di seguito vengono elencati una serie di argomenti. Per ognuno di loro si è cercato di analizzare il problema e trovare la via più sicura ed efficacie.

Sottocasco sotto o sopra la maschera?

sottocasco, maschera

La diatriba se indossare il casco sotto o sopra la maschera è una falsa questione a mio giudizio. Infatti non vi sono dubbi sul fatto che il sottocasco vada indossato al di sopra della maschera. Durante l’intervento con  autorespiratori per combattere un incendio dobbiamo proteggerci da due possibili pericoli, l’atmosfera irrespirabile e il calore. Le due condizioni che assicurano la migliore protezione sono:

• Maschera a contatto diretto della pelle;
• Sottocasco che non lascia lembi di pelle scoperti.

Se indossiamo la maschera a contatto con la pelle si avrà immediatamente la formazione di uno strato di sudore, che è la condizione indispensabile affinché vi sia una tenuta perfetta. Posizionando il sottocasco al di sopra della maschera vi sarà una sormontazione con la maschera sottostante tale che tutto il viso sarà adeguatamente protetto. Inoltre il sottocasco non andrà ad inficiare in alcun modo la tenuta maschera-viso.
Se apparentemente questo sistema è più lento, nella realtà con un po’ di pratica si può ovviare tranquillamente, con il vantaggio non indifferente di una protezione totale.

Come indossare correttamente una maschera a ganci

Le maschere a ganci sono una tipologia di maschere in uso da ormai circa vent’anni. Sono idonee ad essere utilizzate con molti elmi (MSA Gallet, Sicor, Draeger, ecc).
Dopo un iniziale comprensibile scetticismo nei loro confronti, si sono affermate e vi è stata una costante diffusione. I punti di forza sono:

• Comfort maggiore;
• Velocità di indossamento inferiore rispetto alle maschere tradizionali;
• Maggiore elasticità d’uso durante l’intervento.

Il comfort maggiore è legato al fatto che i ganci sono più facilmente registrabili e stringono meno la maschera al viso dell’utilizzatore. La velocità per indossarle è decisamente inferiore rispetto alle tradizionali 5 punti. La rapidità è dovuta essenzialmente al fatto che vi sono due registri, tre in meno della maschera a cinque punti. Inoltre la tipologia stessa dei ganci è più veloce della fibbia della maschera a cinque punti.
La maggiore elasticità d’uso è legata al fatto che si può togliere la maschera senza dover togliere l’elmo, inoltre essendo l’operazione più veloce permette all’utilizzatore di togliere la maschera anche per brevi momenti. In talune situazioni poter togliere la maschera anche per pochi minuti è fonte di sicuro sollievo e comfort. Se pensiamo per esempio all’uso all’interno delle tute di protezione chimica, potersi togliere la maschera e “grattarsi il naso” o bere un sorso d’acqua è molto utile. Queste operazioni sono molto difficili se non impossibili, da realizzare con la maschera a cinque punti.
Uno degli aspetti che ancora taluni ritengono critico è la combinazione maschera sottocasco. La criticità è dovuta al fatto che con maschera a cinque punti ed un idoneo sottocasco risulta più semplice indossare entrambi.

sottocasco

Vi è però un sistema di indossamento che fa sì che anche con la maschera a ganci si riesca ad indossare maschera e sottocasco velocemente. La sequenza corretta è:

• Indossare il sottocasco e scalzandolo dalla testa posizionarlo come una sciarpa sul collo;
• Posizionare la maschera sul viso tenendola con una mano sul viso;
• Con l’altra mano prendere il sottocasco e dalla nuca farlo salire sino a coprire la parte sommitale della testa e passarlo al di sopra della guarnizione del visore;
• Nel caso in cui l’elastico del sottocasco sia abbastanza forte, la maschera resterà sul viso autonomamente, altrimenti tenerla con una mano e con l’altra calzare il casco sulla testa;
• Agganciare con entrambe le mani i ganci della maschera nelle apposite feritoie sul casco;
• Sistemare il sottocasco in maniera tale che non vi siano lembi di pelle scoperti.

Le condizioni essenziali perché si possa utilizzare questa tecnica sono:

• Il sottocasco deve avere un foro per il viso sufficientemente grande da permettere di indossarlo come una sciarpa;
• Bisogna essere organizzati, il casco deve essere vicino e facilmente raggiungibile;
• Deve essere stata provata più volte in addestramento al fine di ottenere la necessaria confidenza e praticità.

fissaggio ganci
Un possibile problema che abbiamo con le maschere a ganci è che gli stessi non siano posizionati nelle idonee sedi. Un sistema semplice per ovviare a questo problema prevede di:

• Tenere i ganci con due dita, pollice e medio;
• Con l’indice posizionarsi in prossimità delle feritoie sul casco.

L’efficacia di questo sistema è legata al fatto che le dita della mano sanno sempre dove sono le altre dita. Quindi se con il pollice e il medio si tiene il gancio, sarà molto più semplice individuare la feritoia dal momento che l’indice funge da indicatore. Inoltre con questo accorgimento si evitano i contorcimenti tipici di chi tenta di indossare la maschera tirando con una mano il gancio e con l’altra tiene schiacciato il casco sulla testa. Oltre che essere poco efficace è anche foriero di possibili inconvenienti quali maschere asimmetriche sul viso, scarsa tenuta, ecc.

 

Prove preintervento

prova di tenuta

Le verifiche preintervento sono delle prove di corretto funzionamento dell’attrezzatura che si andrà ad indossare. Per sottolineare l’importanza di queste verifiche basta pensare che la nostra vita è affidata completamente all’efficienza dell’autorespiratore. Questa affermazione è più chiara di mille regolamentazioni o obblighi!

Sgomberato il campo dai possibili dubbi sull’eventualità o meno di effettuare i controlli vediamo qual è la corretta sequenza:

• Con autorespiratore non ancora indossato bisogna effettuare la verifica dello stato di carica della bombola. La pressione minima non deve essere inferiore al 90% dello stato di carica nominale (In una bombola a 200 bar la pressione minima è di 180 bar, in una da 300 bar la pressione è di 270 bar). Questo accorgimento, cioè scartare gli apparecchi con una pressione inferiore, è legato al fatto che con questo controllo non si è in grado di capire quale problema ha causato questa caduta di pressione. Potrebbe essere semplicemente una bombola meno carica o un altro problema secondario. Potrebbe però invece essere, che l’apparecchio ha una perdita importate che inficerebbe la sicurezza dell’operatore. Bisogna effettuare questa operazione prima di indossarlo, in quanto una volta sulle spalle è molto più difficile sostituirlo. Specialmente per un problema che talvolta non riteniamo tale;
• Azionamento del fischio d’allarme. Il segnale deve essere chiaramente udibile ed attivarsi alla giusta pressione. Per effettuarlo bisogna aprire la bombola con l’erogatore in stand-by, poi richiuderla ed attivare l’erogatore tenendo premuto il palmo della mano regolando l’uscita dell’aria. All’attivazione del fischio, verificare la pressione che deve essere 55 ± 5 bar;
• Se le due prove precedentemente descritte sono positive si può indossare l’autorespiratore;
• Prima prova di tenuta della maschera. Questa prova di tenuta della maschera serve a scongiurare eventuali macro problemi sulla maschera, consta nell’appoggiare la maschera sul viso, tappare con il palmo della mano il bocchettone di raccordo dell’erogatore e fare un inspirazione. Se la maschera aderisce al viso significa che vi è tenuta. È importante appoggiare la maschera sul viso e non schiacciarla con forza, altrimenti si potrebbe falsare il risultato;
• Questa prima sequenza di prove ha stabilito il corretto funzionamento di ogni elemento dell’autorespiratore. Le uniche variabili ora sono l’indossamento dell’insieme maschera-sottocasco-elmo. Questa è la ragione per cui dopo aver indossato la maschera in prossimità dell’inizio dell’intervento è importante effettuare una seconda prova di tenuta della maschera. Le modalità sono le medesime, i possibili problemi che si evidenzieranno sono diversi: non corretto indossamento della maschera o del sottocasco.

Apertura della valvola della bombola

Un aspetto importante che sovente può causare problemi è la corretta apertura della bombola. In passato si dava indicazione di aprire completamente la bombola e poi fare mezzo giro indietro. Le ragioni principali erano legate alla durata dell’oring sulla valvola della bombola e altri problemi di questo tipo. A mio giudizio queste ragioni sono molto deboli in confronto ai possibili problemi che possono causare. In ragione di ciò, la valvola della bombola deve essere aperta fino in fondo senza nessun mezzo giro di chiusura. Le motivazioni sono:
All’inizio dell’intervento è prassi normale verificare se la bombola è stata aperta correttamente. Quest’operazione viene effettuata con l’autorespiratore indossato. Bisogna tener conto che questa prova è effettuata alla cieca, la bombola è dietro la schiena e la mano opera in una posizione non naturale. Se la bombola è completamente aperta, non vi saranno dubbi dal momento che il movimento consentito è solo quello di chiusura. Se al contrario è stato effettuato il mezzo giro indietro sono consentiti entrambi i movimenti, apertura e chiusura. Questa possibilità e foriera di possibili malintesi; Durante il tentativo di verificare l’effettiva apertura della bombola è possibile che in parte la si chiuda involontariamente. Infatti vi è la tendenza a girare la valvola nel senso dell’apertura di un quarto di giro e di fare un mezzo giro nel senso della chiusura. Da questo si evince che con soli due controlli ci si gioca un mezzo giro completo della valvola;
La movimentazione durante le operazioni di spegnimento prevede di stare bassi e di muoversi a carponi o sulle ginocchia. Il problema principale per i vigili del fuoco è quello che può avvenire al di sopra delle proprie teste (accumulo di gas caldi, fiamme nello strato di fumo e altri segnali premonitori di possibili fenomeni estremi dell’incendio) si è pertanto costretti ad alzare lo sguardo. Ma a causa delle limitazione del campo visivo della maschera e dell’elmo quest’operazione è possibile solo sedendosi e spostando lo sguardo verso destra e sinistra. Così facendo però il punto più basso diverrà la valvola della bombola che avrà la tendenza a fare perno e di ruotare in una direzione o l’altra. Dal momento che per la legge di Murphy: “Se qualcosa può andare storto allora lo farà” siamo sicuri che il senso di rotazione sarà quello della chiusura. Sono già successi degli incidenti, o dei quasi incidenti, dove a vigili operanti in incendi all’interno si è chiusa la bombola lasciandoli senz’aria. (A me personalmente è capitato di assistervi più di una volta durante le esercitazioni nei container). In virtù di queste considerazioni le contromisure migliori da adottare sono quindi di aprire la bombola completamente, dando meno possibilità a Murphy, oppure dotarsi di bombole con la valvola di sicurezza.

Esse funzionano con il principio dei dispositivi salvabimbo di medicinali o detersivi solo al contrario (2).

Nel caso dei tappi per confezioni per aprire bisogna spingere, nel caso delle bombole, per chiudere bisogna tirare verso l’esterno la valvola (esattamente il contrario di quello che avverrebbe se la valvola poggiasse a terra).

[1] Scott 1988; Love et al., 1994

[2] Per quanto riguarda MSA il nome esatto è “valvola antichiusura” art codice 10055170, adatta per bombole da 6,9 l/300 bar in composito.

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