Quale simulatore risponde meglio alle esigenze formative del vigile del fuoco?

Sulla base dei ragionamenti sviluppati nel precedente articolo, e cioè l’importanza assoluta di fornire una formazione realistica, vediamo quali possono essere i simulatori più funzionali per l’addestramento dei vigili del fuoco.

L’offerta è piuttosto variegata. Possiamo trovare:

  1.        Container a combustibile solido;
  2.        Container a gas;
  3.        Strutture in cemento a combustibile solido;
  4.        Strutture estemporanee in latero cemento (edifici prossimi alla demolizione);
  5.        Strutture in cemento alimentate a gas.

Ognuno di essi presenta degli aspetti positivi, sia in termini di sicurezza che in termine di efficacia dell’addestramento.

Quali sono le normative che regolano la realizzazione, ma soprattutto la conduzione delle esercitazioni in tali strutture? Bella domanda….. In base alle mie conoscenze, esistono due norme che ci sono d’aiuto, una americana -NFPA 1403[i]– e una tedesca –DIN 14097[ii]-. Entrambe sono utili per stabilire quali sono gli atteggiamenti virtuosi che ci permettono di incrementare la nostra sicurezza. La NFPA 1403, è maggiormente orientata nel stabilire le procedure per condurre le esercitazioni, mentre la norma DIN entra nel dettaglio di come devono essere realizzati i simulatori. Nel preambolo della norma NFPA, viene sottolineata l’importanza di questa tipologia di addestramenti, che devono essere condotti con il massimo degli standard di sicurezza. Vi troviamo infatti scritto: – La pratica della formazione “live fire training”, è la base per fornire un servizio efficiente al giorno d’oggi. Tuttavia i benefici che si traggono, sono annullati in caso di infortuni subiti dai vigili del fuoco in condizioni di formazione non sicure e/o poco controllate[iii]

Sgombro subito il campo giocando a carte scoperte, dichiarando che a mio giudizio (per sua natura un blog riflette le opinioni personali dell’autore. In quanto tali, le opinioni personali sono il frutto del proprio vissuto) le strutture migliori sono i container a combustibile solido. Con questi simulatori si riesce a riprodurre con buona approssimazione la realtà, mantenendo al contempo un ottimo livello di sicurezza. Oltretutto, hanno dalla loro parte un costo sia di realizzazione, che di mantenimento estremamente bassi (cosa da non sottovalutare in questo momento storico di contrazione delle risorse).

I container a gas sono delle strutture funzionali a quanti si approcciano per la prima volta ad un incendio. Offrono buoni livelli di sicurezza, ottima riproducibilità e bassi livelli di contaminazione ambientale. Per contro sono inutili per addestrarsi su come si evolve un incendio e hanno dei costi di acquisto e di mantenimento elevati.

Le strutture in cemento a combustibile solido offrono un buon livello di riproduzione della realtà, ma una scarsa riproducibilità in caso di più esercitazioni nello stesso giorno (una volta scaldato il cemento ci mette molto a raffreddarsi, quindi l’evoluzione dell’incendio è completamente diversa da inizio a fine sessione). Hanno costi di realizzazione  elevati, ma con costi di gestione moderati. Sono caratterizzati da un basso livello di sicurezza da un punto di vista della contaminazione ambientale. Da una ricerca Finlandese si evince che i livelli più alti di agenti cancerogeni che impregnano i DPI dei partecipanti si sono registrati in queste strutture[iv].

Gli edifici che talvolta si reperiscono (strutture estemporanee) per poter effettuare delle prove a fuoco, sono quelli che sicuramente offrono il maggior grado di aderenza alla realtà, ma al contempo il minor livello di sicurezza. Nelle prescrizioni della NFPA ci sono delle misure aggiuntive in caso di addestramenti in tali strutture. Per esempio per quanto riguarda il presidio sanitario di sicurezza, non solo deve essere presente del personale abilitato alla rianimazione cardio polmonare (BLS), come in tutti gli altri casi d’altronde, ma in più deve essere fisicamente presente un veicolo idoneo al trasporto sanitario[v], cosa che non è necessaria negli altri simulatori. Questo ci dà una misura delle precarie condizioni di sicurezza.

Le strutture più controverse sono quelle in cemento alimentate a gas. A mio giudizio gli unici aspetti positivi sono: la sicurezza e il basso livello di contaminazione. Aspetti che vengono mitigati dai costi elevatissimi, ma soprattutto dalla mancanza di utilità per formare il personale a come si evolve un incendio. La concezione che vi è alla base non è confacente alle necessità addestrative.  Nelle strutture alimentate a gas non abbiamo nessuno degli elementi caratterizzanti un incendio quali: il calore (radiante e convettivo), la mancanza di visibilità legata alla presenza del fumo e i moti convettivi creati dalla combustione (eccetto un po’ di calore radiante e una riduzione di visibilità, realizzata tramite fumo freddo). Per quanto riguarda l’azione dei getti d’acqua sui focolai è assolutamente fuorviante, in quanto non si riesce a valutare l’efficacia degli stessi, dovendo agire su di un fornello a gas. E sto parlando di azione diretta sul focolaio, non di “smoke cooling”. Questa mancata adesione alla realtà mi porta ad interrogarmi sull’efficacia di questa tipologia di esercitazioni.

Sulla base di quanto dichiarato dai fautori di questa tipologia di simulatore, le motivazioni  alla base della loro scelta sono:

  •          Maggiore sicurezza per gli operatori;
  •          Riproducibilità dei training;
  •          Ambiente “pulito”.

Sono condivisibili queste affermazioni?  Vediamole punto per punto, considerando quanto avviene nei container a combustibile solido.

Maggiore sicurezza. Esiste la convinzione che, se non è presente un fungo rosso che congeli il tutto, non vi siano le necessarie condizioni di sicurezza. A mio parere non è vero. Il problema principale è che si rimanda tutto alla tecnologia, non valorizzando il fattore umano. “Io posso entrare lì dentro in sicurezza, perché tanto basta schiacciare un bottone e finisce tutto”. E’ quanto di peggio possa pensare una persona che si addestra ad una realtà completamente diversa. Questo non significa che chi sbaglia debba pagarne le conseguenze, ma che la predisposizione mentale e l’attenzione devono essere maggiori. Da un punto di vista ingegneristico, le strutture alimentate da combustibile di classe A, debbono sopperire alla mancanza del fungo. Ecco quindi che le uscite di sicurezza sono più vicine, l’evacuatore di fumo e calore è maggiorato. Dal punto di vista degli addestramenti, i conduttori della struttura debbono avere una preparazione molto più approfondita e devono essere presenti in numero maggiore. Possiamo affermare senza tema di smentita che, un container a combustibile solido costruito secondo le normative vigenti e condotto da istruttori qualificati, possiede i medesimi livelli di sicurezza di uno a gas.

Riproducibilità del training. Nelle case a fuoco alimentate a gas, dal momento che il combustibile esce da un ugello con una portata specifica nota, l’HRR (Heat Release Rate) è conosciuto e costante. Gli edifici in cemento risentono molto poco delle condizioni atmosferiche. La temperatura esterna, il periodo dell’anno e l’umidità influenzano in maniera lieve le condizioni all’interno. Nelle strutture che funzionano con combustibile di classe A, per ovviare alla possibile variabilità della potenza dell’incendio, bisogna attenersi ad un carico standard (esiste una bibliografia esaustiva sull’argomento). Inoltre si devono adottare delle procedure ben definite. Le condizioni ambientali esterne hanno un impatto più pronunciato. I container hanno per contro un inerzia termica praticamente nulla. Dalla prima all’ultima esercitazione della giornata le differenze non sono così marcate come in una struttura in cemento, che una volta scaldata abbisogna di un tempo notevole per raffreddarsi.

Ambiente “pulito”. Questo è l’unico, certo, punto a favore del gas. Dopo un addestramento in tali strutture si può asciugare il DPI e riutilizzarlo senza preoccuparsi di doverlo lavare. Nei simulatori a combustibile solido invece, vi è la necessità di adottare delle procedure per la tutela della salute degli operatori. Ecco quindi che vi sarà una suddivisione in aree “sporche” e “pulite”. I DPI verranno trattati come contaminati e all’interno del simulatore si entrerà solo con gli APVR. Per tutelare la nostra salute all’interno di queste aree contaminate, ci vengono in aiuto alcune linee guida (Svedesi[vi], Australiane[vii]). A questo punto però sorge una domanda, se i vigili in addestramento si abituano ad operare in un ambiente sporco (ma non così pericoloso che in caso di errore vi siano delle conseguenze catastrofiche) non gli risulterà naturale adottare le medesime cautele e procedure durante gli interventi reali? (dove un eventuale errore può avere degli effetti funesti). Quest’aspetto è sicuramente un valore aggiunto per i simulatori a combustibile solido.

 

Aderenza alla realtà

Riproducibilità del training

Sicurezza

Contaminazione

Costi

Container a gas

x

xxx

xxxx

x

xxx

Strutture in cemento alimentate a gas

xx

xx

xxxx

x

xxxx

Container a combustibile solido

xxx

xxx

xxxx

xx

xx

Strutture in cemento a combustibile solido

xxx

x

xx

xxxx

xxx

Strutture estemporanee in latero cemento

xxxx

x

x

xxx

x

Livello minimo: x; Livello massimo: xxxx.

Conclusioni

  1. Sono fermamente convinto che i simulatori a gas (sia container che edifici di dimensioni maggiori), eccetto che per il primo approccio all’incendio, non possono essere l’unica offerta formativa per realizzare la preparazione di un vigile del fuoco;
  2. A differenza dei simulatori a gas, quelli a combustibile solido possono essere funzionali all’intero ciclo di addestramento dei vigili del fuoco, siano essi dei novizi oppure dei pompieri navigati con anni di esperienza interventistica alle spalle. Sarà compito degli istruttori in carica settare le condizioni in maniera tale da customizzarle in funzione degli allievi che stanno addestrando;
  3. Deve ben essere chiaro a tutti che la formazione nei simulatori a combustibile solido non è un’attività riservata a “superpompieri” o squadre speciali, bensì l’ABC per tutti.

[i] NFPA 1403-2012 Standard of live fire training evolutions;

[ii] DIN 14097-1:2005-05  This standard will allow architects, designers, firefighters and administrators to design, build and run firefighter training facilities in a practical manner and according to the relevant safety regulations.

DIN 14097 comprises the following parts:

— Part 1: General requirements

— Part 2: Gas-fuelled simulation devices

— Part 3: Wood-fired training facilities

— Part 4: Firefighter training houses

[iii] Origin and development of NFPA 1403: The ongoing training of firefighters is the cornerstone of good fire protection today’s world. However the benefits derived from live fire training can be negated by the injuries and deaths suffered by firefighters under unsafe and poorly supervised training conditions.

[iv] Fire fighting trainers’ exposure to carcinogenic agents in smoke diving simulators

Juha Laitinena, Mauri Mäkeläb, Jouni Mikkolac, Ismo Huttud

[v] NFPA 1403 4.10 Emergency Medical Services.

4.10.1 Basic life support emergency medical services shall be available on site to handle injuries.

4.10.1.1 For acquired structures, BLS emercency medical services with transportation capabilities shall be avaliable on site to handle injuries

[vi] Healthy firefighters, Skellefteå Model a collaborative project

[vii] Occupational health and safety manual and training standard. Relative to safe use of the  aus-rescue hybrid flashover simulator for compartment fire behaviour training (cfbt). Shan Raffel AFSM EngTech CFIFireE for Aus-Rescue Pty Ltd

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