Acido cianidrico o cianuro d’idrogeno (HCN)

A temperatura ambiente è un liquido volatile, incolore, dal caratteristico odore di mandorle amare: è molto tossico già dopo dieci minuti di esposizione a 10 ppm. L’acido cianidrico (HCN), anche a concentrazioni molto basse, blocca i processi respiratori a livello cellulare e provoca la morte per anossia.

Supporti solidi (quali piccole palline o dischetti, di polpa di legno o farina fossile), impregnati di acido cianidrico costituivano lo Zyklon B, il pesticida usato nei campi di sterminio della Germania nazista per condurre esecuzioni di massa.

L’HCN viene utilizzato per le lavorazioni dell’oro e nell’industria della conciatura delle pelli ma, per quanto ci riguarda, è un prodotto derivante dalla combustione incompleta di sostanze a base di azoto e carbonio, come la plastica, ma anche lana ed altri.
Esiste una crescente evidenza che, insieme alla nota minaccia rappresentata dal monossido di carbonio (CO), possono essere presenti, nei prodotti della combustione, concentrazioni di HCN in quantità tale che rappresentino un pericolo per la vita. A volte le concentrazioni di HCN sono così elevate da causare sintomi immediati ai vigili del fuoco che non stanno indossando l’autorespiratore. In altri casi, concentrazioni più basse di HCN respirate in un tempo sufficientemente lungo possono essere causa di problemi di salute posticipati nel tempo, compresi gli attacchi cardiaci.
Come ben sappiamo gli oggetti che sono sottoposti a riscaldamento causa il calore di una combustione, prima di incendiarsi a loro volta, emettono i gas di pirolisi. La pirolisi (che è detta anche dissociazione molecolare), libera in ambiente prodotti che oltre essere altamente infiammabili sono anche tossici.
Il pericolo rappresentato da questa emissione di gas è stato tragicamente dimostrato dall’incendio avvenuto al Station Nightclub di West Warwick (USA) nel febbraio del 2003. L’isolante acustico che ricopriva il palco si è incendiato (a causa di due fuochi d’artificio sparati durante l’esibizione di un complesso musicale) sviluppando grandi quantità di fumo e gas ricchi di HCN. L’atmosfera all’interno della struttura (priva di impianto sprinkler) dove era presente il pubblico diventò irrespirabile in 90 secondi, questo è quanto emerse dalle immagini e dalle simulazioni del NIST.

C’erano 462 persone nella sala, e molte di loro sono state velocemente aggirate dal fumo prima che potessero raggiungere l’uscita. Purtroppo, 100 persero la vita, e più di 200 subirono gravi ustioni o lesioni in conseguenza di questo evento. I sintomi di avvelenamento da HCN non vennero nemmeno riconosciuti durante le  fasi di soccorso degli infortunati. Le modalità di trattamento furono solo quelle per un avvelenamento da CO. Questo non per colpa dei soccorritori. A quel tempo il pericolo rappresentato dal avvelenamento da HCN (in seguito all’esposizione del fumo di un incendio) non era ancora stato pubblicizzato. Vi è inoltre il pericolo di un esposizione indiretta al HCN. Infatti i soccorritori,  per compiere la loro opera di salvataggio lavorano a diretto contatto con le vittime nel tentativo di salvar loro la vita.

Queste vittime sono oggetto di un avvelenamento acuto da HCN. È difficile da concepire, ma le persone conivolte sono come delle spugne che hanno assorbito i prodotti della combustione. Quando sono rimosse dall’ambiente contaminato e portate all’aria aperta, i tessuti del corpo cominciano a rilasciare i contaminanti. I soccorritori che operarono su di loro furono esposti ai medesimi contaminati che le avevano avvelenate, incluso il cianuro d’idrogeno. Dopo che i superstiti furono ricoverati presso gli ospedali e i vigili del fuoco rientrarono nelle loro caserme, molti di loro cominciarono ad avere mal di testa, nausea, vomito ed altri sintomi simili. Se questi sintomi possono essere il risultato dello stress causato da un intervento di simile portata, è altrettanto probabile che siano dovuti all’esposizione a sostanze contaminanti, come HCN e CO. Inoltre, i vigili del fuoco ebbero difficoltà a comprendere la portata dei possibili danni subiti.

tabella HCN

Il “Limit value – Short term” secondo il NIOSH (equivalente al  TLV-C ) è di 5 ppm, mentre l’IDLH è 50 ppm (per il CO sono rispettivamente 35 e 1200).

Uno studio effettuato dal capitano Rick Rochford del dipartimento vigili del fuoco di Jacksonville in Florida, ha evidenziato che la concentrazione di HCN che ci possiamo aspettare in un incendio medio è di 200ppm. Se poi consideriamo che l’effetto combinato del HCN assieme al CO aumenta di molto la pericolosità, possiamo comprendere perché la maggior parte delle vittime di un incendio sia da imputare all’inalazione di gas tossici.

Azioni di prevenzione da adottare

L’intero mondo del soccorso organizzato deve essere più attivo nel mantenere degli atteggiamenti e compiere delle azioni che possono essere utili sia alle vittime sia a se stessi. Un elenco sommario delle azioni da intraprendere è:

  • monitorare l’eventuale presenza di HCN*, CO e altri inquinanti;
  • verificare che i vigili del fuoco intervenuti non si siano avvelenati a causa dell’esposizione ai tossici;
  • uso costante e senza eccezioni dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie;
  • il momento in cui si possono togliere gli autorespiratori deve essere determinato dal ROS (o suo delegato) e non su basi empiriche ed individuali dei singoli operatori;
  • decontaminare (delle volte è sufficiente lavarli con un po’ d’acqua) i DPI dopo la fine dell’intervento;
  • non pulire i DPI nella lavatrice di casa (nella stessa dove vengono lavati i vestiti dei vostri figli);
  • non depositare i DPI sporchi negli ambienti dove si soggiorna;
  • fare una doccia dopo ogni incendio;
  • informare i sanitari sulla possibile esposizione al HCN sia delle vittime sia dei soccorritori.

* Quanti di noi hanno in dotazione un rilevatore di HCN? Rispetto alla minaccia molto concreta, ritengo che siano ben pochi quanti siano in grado di rilevare la presenza dell’acido cianidrico. In quasi tutti i corpi VF vi è in dotazione uno strumento per l’H2S. Ottimo ma, quanti possono dire di aver visto in allarme il sensore dell’H2S? Questo non vuole essere un invito a non utilizzarlo, ma a razionalizzare gli acquisti in funzione dei reali pericoli e non perchè si è sempre fatto così.

Lo strumento sta misurando i prodotti della combustione di un incendio all'interno del locale che si vede sullo sfondo. La lettura del segnale che giunge dal sensore dell'HCN è di 30 ppm e como si può vedere dalla foto non c'è praticamente fumo.Foto tratta dal sito www.firesmoke.org

Lo strumento sta misurando i prodotti della combustione di un incendio all’interno del locale che si vede sullo sfondo. La lettura del segnale, che giunge dal sensore dell’HCN, è di 30 ppm e come si può vedere dalla foto non c’è praticamente fumo. Foto tratta dal sito http://www.firesmoke.org

Bisogna assicurarsi sempre di trasmettere l’informazione sulla possibile esposizione al HCN al personale medico quando una vittima o un pompiere vengono trasportati in ospedale, dal momento che i sintomi possono essere scambiati per un attacco di cuore.

Per quanto riguarda l’avvelenamento da CO esiste un antidoto conosciuto e facilmente reperibile, l’ossigeno. Infatti le prime cure prevedono la somministrazione di O2 e il passo successivo sono i trattamenti in camera iperbarica. Per quanto riguarda l’HcN le cose non sono così semplici. Innanzitutto bisogna riconoscere i segnali di un avvelenamento da tale sostanza. A questo scopo è stato messo a punto un algoritmo per aiutare a riconoscere precocemente i sintomi. Gli algoritmi sono stati elaborati dai componenti della Società europea di medicina d’urgenza (EuSEM), e sono stati illustrati in occasione della conferenza annuale EuSEM nel 2011.  Questi ausili sono stati prodotti con la speranza che essi possano migliorare il riconoscimento di avvelenamento da HCN dovuto da inalazione di fumo, e migliorare i tassi di sopravvivenza in tutta Europa. Ne sono state approntate due versioni una per il trattamento ospedaliero e l’altra per il pre-ospedaliero.

Smoke inhalation poster prehospital threatment

Smoke inhalation poster prehospital treatment

Smoke inhalation poster hospital threatment

Smoke inhalation poster hospital treatment

Una delle sfide associate all’avvelenamento da HCN è la difficoltà a confermare la diagnosi in tempi brevi vista la situazione tempo-dipendente. L’inalazione di fumo contenente CO e HCN, ricordiamo che purtroppo essi  “lavorano” in sinergia, può uccidere in tempi rapidi. Attualmente la conferma dell’avvelenamento da Cyanide è un processo che può richiedere parecchio tempo. Questo è il motivo per il quale il trattamento empirico con hydroxocobalamin (l’unico antidoto che sia possibile utilizzare senza una diagnosi confermata) è così importante.

Luca

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...