CAFS/One Seven Symposium, Sweden 2013 (seconda parte)

In questa seconda parte analizziamo una tecnica di utilizzo del CAF molto conservativa per quanto riguarda la sicurezza degli operatori in intervento. E’ importante affrontare gli interventi avendo un occhio di riguardo per la salute dei vigili del fuoco. Quante volte corriamo rischi inutili nel tentativo di salvare solo beni materiali che sono, molto spesso, irrimediabilmente deteriorati? Quante volte l’ambiente nel quale entriamo è foriero di possibili problemi legati ai fenomeni estremi dell’incendio? Quanti di noi si sono mai posti il problema della presenza di prodotti tossici? E non parlo di interventi NBCR ma di normali incendi civili.  Tanto per inquadrare il problema, nella tabella sotto potete trovare i risultati di una ricerca condotta dall’università di Karlsruhe. Si possono trovare i prodotti di un incendio di alcuni materiali come:  lana, pvc, una scheda elettronica di un pc, legno e l’incendio di una camera con mobilio standard.

L'arredamento della stanza utilizzata per le prove

L’arredamento della stanza utilizzata per le prove

qualità e quantità dei prodotti della combustione dei materiali sopra elencati

Qualità e quantità dei prodotti della combustione dei materiali sopra elencati

Come si può notare i vigili del fuoco in intervento sono soggetti ad entrare in contatto con svariate sostanze. In alcuni casi, come per esempio l’acido cianidrico (HCN), l’avvelenamento può avvenire non solo respirandone i prodotti ma anche per via topica (uno dei prossimi post sarà interamente dedicato al HCN).

In virtù di queste problematiche in alcuni paesi, prevalentemente del nord Europa si stanno sviluppando dei sistemi di spegnimento che siano in grado di operare efficacemente dall’esterno (CCS Cobra, DSPA, Firexpress, Oertzen, One Seven, ecc). Per quanto riguarda il One Seven si sono sviluppate delle tecniche molto interessanti che prevedono l’utilizzo di una lancia Piercing modificata. Si opera dall’esterno (mantenendo chiuso il locale) effettuando un foro con un trapano a batteria con una punta da 22, successivamente si infila una lancia (piercing nozzle) nel foro e si applica schiuma CAF secca per alcuni secondi. Si attende per un tempo che varia da 5 a 10 secondi e poi si apre il compartimento. Dopo l’apertura si può notare l’uscita di vapore. Il consumo di acqua è minimo, circa 15 litri in totale. Applicando poi le tecniche della PPV (positive pressure ventilation), previa apertura di un idonea uscita di scarico dei fumi, si può entrare nell’ambiente sicuri che la maggior parte degli inquinanti abbia già “abbandonato” il locale.

Prove di spegnimento utilizzando una piercing nozzle. Il foro è stato effettuato nella porta in legno.

Prove di spegnimento utilizzando una piercing nozzle. Il foro è stato effettuato nella porta in legno.

Questa metodologia può essere utilizzata anche attraversando pareti in laterizio o solai in cemento.

Utilizzo della lancia piercing attraverso un solaio (Nordic Fire & Rescue, Norway)

Utilizzo della lancia piercing attraverso un solaio (Nordic Fire & Rescue, Norway)

La stessa tecnica di operare può essere utilizzata in caso di incendi che coinvolgano isolanti come la “pasta di legno”. Essa  brucia con difficoltà, ma ha la tendenza a covare (smoldering) e quindi l’unico modo finora sicuro d’intervento è la rimozione completa. Si capisce però che in caso di abitazioni a basso impatto energetico e in certe coperture la rimozione completa equivale alla distruzione dell’abitazione o dell’intero tetto.

Luca

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