CAFS: le origini

Nella storia plurimillenaria dell’antincendio poche tecnologie come il CAFS possono vantare uno schieramento di detrattori e sostenitori con delle differenze così marcate. Dalla sua introduzione nei veicoli per uso civile, metà anni ’90, questa tecnologia ha causato pareri discordanti e accese dispute sulla sua utilità. Per chiarire subito da quale parte della barricata io sia arroccato, posso affermare che il 90% dei detrattori sono persone che non lo hanno mai utilizzato o non hanno mai avuto modo di provarlo. Il restante 10% è composto da coloro i quali l’hanno utilizzato avendo però la sventura di essere incappati in un impianto “sfortunato” (tanti impianti sperimentali o di costruttori meno convinti della bonta del CAFS lo erano). Sbaragliato il campo dalle possibili accuse di parzialità, lo sono e ne sono profondamente convinto, possiamo cominciare il nostro avvicinamento per conoscere meglio questa tecnologia. Innanzitutto il nome, CAFS è un acronimo che sta per Compressed Air Foam System (schiuma formata da aria in pressione). Prima di andare a sviscerarne gli elementi costituenti e le metodologie d’uso, ritengo sia importante conoscere come si sia arrivati fino a qui. Ci occuperemo quindi della storia del CAFS dalle origini ai giorni nostri.

CAFS History

Il primo accenno al CAFS lo si ebbe nel 1938, in un articolo della rivista “The Fireman” edita nel Regno Unito, che illustrava il funzionamento del ”Pneumasuds” un’apparecchiatura antincendio prodotta dalla Merrywheather installata a bordo della nave Patricia. Il vascello Patricia era una nave destinata al trasporto VIP, che tra gli illustri passeggeri annovera anche l’allora primo ministro Britannico Winston Churchill.

HMs Patricia

HMs Patricia

Il Pneumasuds era dotato di un motore elettrico, una pompa a pistoni a doppio effetto per l’acqua, un compressore rotativo per l’aria, una piccola pompa per la schiuma, un apparecchio venturi e un serbatoio per la soluzione schiumogena.
Il motore elettrico aveva una potenza di 7 hp a 1350 giri al minuto. Il sistema era in grado di pompare circa 200 litri al minuto di acqua e 1100 litri al minuto di aria. Il Pneumasuds era in grado di erogare 800 l/min di schiuma attraverso una o più mandate equipaggiate con delle manichette di tela della lunghezza di 30 metri.

HMS Patricia

HMS Patricia

Contemporaneamente vi furono degli studi analoghi anche in Germania Usa e Italia (Società Anonima Bergomi di Milano). Questi primi sistemi sono stati utilizzati principalmente in campo militare per la protezione di navi,  aree di stoccaggio o altri obbiettivi strategici.

Nel corso degli anni ’40 e’50 molti CAFS vennero prodotti per le dotazioni della Royal Air Force e per l’US Navy per combattere gli incendi di idrocarburi. L’aviazione Inglese aveva delle unità CAFS installate su dei mezzi antincendio aeroportuale che, traducendo letteralmente, erano noti come macchine delle “bolle d’aria di schiuma”. La marina Americana ordinò alla Hale Fire Pump Company tre CAFS con motore ausiliario per essere usate a bordo delle navi.

Primo CAFS della Hale

Primo CAFS della Hale

A partire dal 1950 la ditta Svenska Skum sviluppò un veicolo per antincendio aeroportuale vendendone un po’ in tutta Europa circa 50 esemplari.  A causa delle difficoltà riconducibili al funzionamento piuttosto complesso assieme all’introduzione dei primi schiumogeni AFFF, negli anni successivi il CAFS subì un periodo di stallo. (Persson, 2005).

Il Texas Snow Job

Verso la fine degli anni ’70, il CAFS venne attentamente valutato dal Texas Forest Service (TFS). La ricerca e lo sviluppo condotto dal TFS posero le fondamenta per i moderni sistemi CAFS. Uno dei compiti iniziali del sistema era l’autoprotezione dei buldozzer impegnati nella preparazione di piste tagliafuoco.

uno degli apripista dotato del sistema di auto protezione (Fire Management Notes-Summer 1978)

Uno degli apripista dotato del sistema di auto protezione (Fire Management Notes-Summer 1978)

Il sistema comprendeva due serbatoi, uno per l’acqua e lo schiumogeno e l’altro per l’aria in pressione. La capacità del serbatoio del liquido era di circa 100 l, il rapporto di espansione di 1 a 10 e quindi il prodotto finito corrispondeva a circa 1000 l. La portata era di 100 l/min dando così un autonomia di 10 min. La concentrazione dello schiumogeno (il cosiddetto sapone di pino, un derivato della produzione della carta disponibile in grandi quantità), era addizzionato in un rapporto compreso tra il 5 e il 7%. La densità della schiuma poteva variare da una consistenza tipo schiuma da barba, (che si scoprì essere la migliore per la protezione) a una schiuma molto fluida (ideale nella fase di spegnimento). Nei mezzi più grandi venivano installati due sistemi raddoppiando così l’autonomia.

Una Jeep con il Texas Snow Job (Fire Management Notes-Summer 1978)

Una Jeep con il Texas Snow Job (Fire Management Notes-Summer 1978)

Un camion, surplus militare, con Texas Snow Job ( Fire Management Notes-Summer 1978 )

Un camion, surplus militare, con Texas Snow Job (Fire Management Notes-Summer 1978 )

Il mezzo come quello illustrato sopra, era dotato di un compressore  in maniera tale da poter fare a meno del serbatoio per l’aria; la capacità del serbatoio del liquido era di circa 100l. Il tutto gli conferiva un’autonomia operativa di circa un’ora. La sperimentazione operativa venne fatta nelle zone centrali e dell’ovest del Texas a causa della scarsità d’acqua di questi territori. Tre prototipi vennero assegnati ad altrettanti selezionati corpi di vigili del fuoco volontari per lo sviluppo sul campo. I riscontri degli operatori furono entusiastici. Fino al 1988 furono circa trecento in totale, i mezzi allestiti, incontrando un’inaspettata ed universale accettazione da parte degli utilizzatori.

A metà anni ‘80 il Bureau of Land Management dell’ US Forest Service sviluppò una variante migliorativa (WEPS). I mezzi antincendio standard allora in uso, mantenendo inalterate le potenzialità di base, aumentarono notevolmente l’efficacia di spegnimento.

Nel 1988 l’antenato del CAFS balzò all’onore delle cronache nazionali statunitensi per il ruolo svolto durante il terribile incendio del parco naturale di Yelloston. Infatti fu una coltre protettiva di schiuma secca prodotta da un CAFS ad impedire che l’incendio si espandesse anche allo storico Old Faithful Lodge.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...