Come calcolare l’autonomia durante gli interventi con autorespiratore (Air management)

Possiamo considerare il calcolo dell’autonomia durante gli interventi con autorespiratori come uno degli aspetti fondamentali ai fini di aumentare la sicurezza degli operatori. Infatti non possiamo programmare le azioni che dovremo compiere senza avere un’idea del tempo che abbiamo a disposizione per compierle. La durata della riserva d’aria a disposizione è in funzione di tre elementi fondamentali:

  • Il volume del recipiente che contiene l’aria;
  • La pressione di stoccaggio;
  • Il consumo dell’operatore.

Analizziamo ora i tre parametri.

  • Volume della bombola. Parametro fisso e oggettivo.

Il volume della bombola è un dato oggettivo costante nel tempo. Essa nasce con una sua capacità ben definita per tutta la durata della sua vita operativa. Sulla bombola è stampigliata la capacità in litri del recipiente.

  • Pressione di stoccaggio. Parametro variabile e oggettivo.

La pressione di stoccaggio è in funzione della tipologia della bombola e dello stato di carica iniziale. La pressione è espressa in bar. L’elemento che ci permette di verificare lo stato di carica è il manometro. Il valore di pressione che è indicato varia durante l’intervento.

  • Consumo dell’operatore. Parametro variabile e soggettivo.

Questo è il valore più variabile tra i tre. Dipende dal singolo operatore, dalla tipologia di lavoro che si stà compiendo e inoltre bisogna tener conto dello stress psicofisico del momento (coinvolgimento emotivo e stato di salute al momento dell’intervento). Ogni vigile del fuoco deve conoscere il proprio consumo medio in base alle diverse tipologie di sforzo. Questo lo si può ottenere compiendo periodicamente un percorso che riproduca un intervento tipo.

Avendo a disposizione questi dati possiamo quindi calcolare l’autonomia.

Vol in litri bombola x la pressione in bar/Consumo in litri al minuto
Esempio: 6,8l x 300bar/40 lpmin =51 min

Questo conteggio ci permette di calcolare i minuti di autonomia disponibili nella bombola comprensivi  della riserva d’emergenza, cioè la quantità d’aria che resta nel recipiente dopo l’attivazione del fischio d’allarme. Ma cosa si intende per emergenza? La parola “emergenza” in questo caso non si riferisce al servizio che si sta svolgendo (gli interventi dei vigili del fuoco sono quasi sempre di emergenza), ma ad una eventuale situazione di pericolo, un imprevisto in cui si venga a trovare il vigile del fuoco. Questa quantità d’aria non deve essere quindi tenuta in considerazione in fase di pianificazione dell’intervento. Essa è la “polizza di assicurazione vita” del vigile del fuoco. L’obbiettivo è avere abbastanza aria per compensare possibili eventi non pianificabili che ci possono accadere, permettendoci di abbandonare l’atmosfera non respirabile in sicurezza.
I possibili imprevisti a cui possiamo andare incontro durante la normale attività interventistica sono:

• Perdita dell’orientamento;
• Via di fuga inutilizzabile;
• Colpi di calore o malori.

Sarà opportuno modificare il calcolo dell’autonomia sottraendo dall’aria totale disponibile la riserva d’aria d’emergenza.

Volume in litri bombola x (pressione in bar-riserva emergenza)/Consumo in litri al minuto
Esempio:  6,8l x (300bar-60bar)/40 l/min =40 min

 

In quanto tempo una squadra di soccorso riesce ad intervenire? Quando è presente (la mancata presenza di questa risorsa sarà oggetto di uno dei prossimi post), impiega mediamente 10 minuti per trovare il vigile in difficoltà. Guarda caso è proprio l’autonomia residua se si conserva l’aria contenuta all’interno della bombola dopo l’attivazione del fischio d’allarme. Ecco quindi spiegata la necessità di conservare la riserva d’aria d’emergenza e di non calcolarla per la pianificazione dell’intervento.

Luca

2 thoughts on “Come calcolare l’autonomia durante gli interventi con autorespiratore (Air management)

  1. scuami ma non riesco a capire come l’unità di misura finale è in minuti. Dalla formula viene L x Bar x min /L. Litri e litri si semplifica, e rimarrebbe Bar x min

    • Ciao Leonardo, moltiplicando il volume della bombola (in litri) per il suo stato di carica (in bar o atm) otteniamo un valore espresso in litri.
      Per quanto la spiegazione possa non essere perfetta, matematicamente parlando, il senso è che dopo avere moltiplicato litri x bar ottengo il volume del mio fluido comprimibile a pressione atmosferica quindi 1bar/atm a questo punto sottintendo questa unità di misura poiché tutta l’operazione è svolta a pressione atmosferica e vado a inserire nell’espressione il valore in litri. Questa formula è adottata ogniqualvolta si debba calcolare l’autonomia di un recipiente in pressione sia esso aria respirabile, ossigeno terapeutico o altro. Nella speranza questa spiegazione ti sia utile ti saluto.
      Luca

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